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Venerdì, 12 Luglio 2013 13:08

Colfiorito (PG)

Scritto da girAmando
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Colfiorito

Colfiorito è frazione del comune di Foligno, si trova su un altopiano di circa 300 ha, ad una altitudine di 760 m s.l.m., lungo la Strada Statale 77 della Val di Chienti, che congiunge Foligno a Macerata; parte dell'altopiano ricade sotto la giurisdizione del comune di Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata.
L'altopiano carsico deriva dal prosciugamento di sette conche lacustri, di cui rimane solo la palude, ed è occupato da circa 5.000 abitanti. Questo insieme di altopiani, posti ai piedi del monte Pennino so o noti come altopiani plestini (o di Colfiorito) che prendono questo nome dall'antica città di Plestia; essi sono caratterizzati dalla presenza di vaste zone pianeggianti, denominate "piani" che sono in gran parte resti di antichi laghi prosciugatisi naturalmente o bonificati dall'uomo. Essi sono i Piani di Colfiorito, Cesi, Popola, Annifo, Collocroce, Arvello, Ricciano e la palude di Colfiorito e sono compresi a quote fra 750 e 790 m circa.

Il paese in sé, secondo i dati Istat del censimento 2001, conta 389 residenti.

Storia

Colfiorito sorse dopo l'abbandono della città romana di Plestia, alla fine del X secolo, sulla balza detta Pizzale. In seguito, il comune di Foligno costruì nel 1269 il castello; divenne subito molto importante militarmente e civilmente, in un punto strategico avanzato delle Marche. A metà '700, la popolazione cominciò ad insediarsi fuori delle mura antiche lungo la strada Lauretana.
Prima e durante la seconda guerra mondiale, Colfiorito ha ospitato un campo di prigionia fascista.
Il 26 settembre 1997, alle 11.40, quella di Colfiorito è stata una delle zone maggiormente colpite da un potente terremoto di magnitudo 5.8, che ha causato notevoli danni ai territori abitati dell'appennino Umbro, tra cui Foligno e Nocera Umbra.

Cose da vedere, da sentire e da comprare.

Storicamente, l'altopiano è noto per la coltivazione della patata rossa e delle lenticchie, che vengono vendute direttamente anche dai piccoli produttori, costantemente presenti lungo la strada statale 77, infatti ho scoperto la Patata rossa comprandone un sacco da un coltivatore di ritorno da Cascia.
Non le conoscevo ma si sono rivelate eccezionali.
Il paese di suo non  ha nulla per essere un'attrazione turistica di grande richiamo. Secondo me per una vista di tipo storico si deve visitare la Basilica di Plestia. Questa è una chiesa in stile proto-romanico e santuario di "confine":  si trova esattamente all'incrocio dei confini delle diocesi di Foligno, Camerino e Nocera Umbra.
Un tempo basilica cattedrale, un cui vescovo Florentius fu presente ai concili del 499 e del 502, fu in seguito distrutta unitamente alla città di Plestia dall'Imperatore Ottone III. Sorta su di un più antico santuario umbro dedicato alla dea umbra Cupra ed in prossimità di un nodo stradale di grande importanza fino a tutto l'Alto Medioevo, fu riedificata intorno all'anno 1000, anno a cui risalgono anche la cripta e l'abside. La navata subì, invece, vari rifacimenti ed il portico fu aggiunto probabilmente nel XVII secolo.
Di notevole interesse è la cripta, assegnata al XI secolo, è suddivisa in cinque piccole navate da tre ordini di colonne sormontate da capitelli di reimpiego, alcuni dei quali in marmo decorato con motivi geometrici. Gli scavi archeologici condotti a partire dagli anni '60 hanno riportato alla luce resti di edifici tardo-repubblicani fondati su un villaggio dell'età del ferro e una vasta necropoli pre-romana, la quale ha restituito corredi funerari databili dal X al III secolo a.C..
Per chi invece ha interessi naturalistici può visitare il Parco e la palude di Colfiorito, piccoli ma pieni di scorci interessanti.

Lo scopo della visita resta però la Patata Rossa (di cui a breve un articolo approfondito) e le lenticchie. L'occasione giusta è la Sagra della Patata Rossa che si terrà dal 13 al
25 agosto 2013.


Letto 4043 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Luglio 2013 13:51
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